Sacchi: "Per vincere serve avere un gruppo speciale. Van Basten ha dato forma alle mie idee"

12 Ottobre 2019
- Di
Arianna Botticelli
Tempo di lettura: 2 minuti

MILAN SACCHI VAN BASTEN - Intervenuto durante la cerimonia del Festival dello Sport, che celebrava il Milan degli Immortali, Arrigo Sacchi si è soffermato a lungo su quella squadra leggendaria, che tante soddisfazioni diede ai tifosi rossoneri.

Sacchi e il grande Milan

"Ebbi la fortuna di trovare una bella società. Ricordo che disturbavo molto Galliani per chiedergli costantemente informazioni sui giocatori. Se il gruppo è pensante, eleva il livello di tutti. Perché crescemmo proprio tutti. Era un collettivo capace di emozionarsi anche in allenamento, dove ogni elemento giocava per la squadra, a tutto campo, a tutto tempo. In quel Milan l’ambiente era così tanto positivo da andare sempre oltre. Al primo colpo, ogni volta, si portava a causa un trofeo pesante. Ancelotti? Dicevano che aveva il 20% della forma fisica, a Roma ne parlavano come fosse una sola, la mattina dopo in chiusura di mercato andammo a prenderlo con la motoretta perché potesse firmare prima di mezzogiorno. Dissi al presidente Berlusconi che con lui avremmo vinto il campionato".

Sacchi e la Coppa dei Campioni

"Io non avevo esperienza e purtroppo nemmeno il Milan ne aveva. Riuscimmo comunque ad essere competitivi, dopo aver mostrato in Italia di essere superiori alle altre. In Europa tanti allenatori venivano a vederci. A Madrid segnammo un gol frutto di 24 passaggi sincronizzati, con tutti i giocatori fuori dal proprio ruolo, poi annullato ingiustamente per offside.

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Getty Images

Sacchi-Van Basten, gli aneddoti

Alle domanda sul rapporto con Marco Van Basten, Sacchi ha detto: Marco è stato un grandissimo giocatore, e io non lo avrei mai lasciato andare via. Credo che il Milan gli abbia permesso di esprimere tutto il suo potenziale. E secondo me, fra tutti i miei ex giocatori, è quello che da allenatore si è avvicinato di più alle mie idee. Marco un giorno mi disse: <Mister da quando alleno, ho capito quanti problemi le ho creato>. Ed io risposi: <Marco, sereno, me ne hai risolti anche molti>. Ripeto: io non avrei cambiato Van Basten con nessuno. E la nostra forza era proprio nei giocatori di maggiore talento. Giocavano tutti per e con la squadra. Non si può diventare la più grande squadra di tutti i tempi se non hai a disposizione un gruppo speciale. Quando nella vita non rimpiangi nulla è perché hai davvero avuto successo".

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