Milan-Lecce, le pagelle: Conti la combina grossa, Theo Hernandez e Calhanoglu impressionano

20 Ottobre 2019
- Di
Arianna Botticelli
Tempo di lettura: 3 minuti

MILAN LECCE PAGELLE – Delusione per Stefano Pioli all'esordio sulla panchina rossonera. Termina 2-2 la gara casalinga contro il Lecce: il 'Diavolo' va in vantaggio due volte con Calhanoglu e Piatek ma si fa riprende prima da Babacar e poi da Calderoni oltre il novantesimo. Ecco le pagelle di Rossonerisiamonoi.it al termina della sfida di San Siro.

Disastro Conti

Donnarumma 6,5 – Nel primo tempo non è mai chiamato in causa. Respinge il calcio di rigore di Babacar ma non può nulla sulla ribattuta dell’attaccante del Lecce. Incolpevole in occasione dell'eurogol di Calderoni che regala il pari al Lecce.

Conti 4 – Prova d’appello per l’ex Atalanta dopo la prova deludente nel Derby ma lui stecca ancora una volta: si propone poco ed è molto impreciso nelle poche occasioni in cui riesce ad arrivare sul fondo. La combina grossa regalando con un tocco di mano il rigore che rianima il Lecce.

Musacchio 6 – Annulla Babacar, che non lo mette praticamente mai in difficoltà; è fuori posizione in occasione del rigore per i salentini. Provvidenziale nel finale con l’intervento sulla palla filtrante di Farias.

Romagnoli 6,5 – Guida perfettamente il reparto arretrato, alzando di qualche metro il raggio d’azione della sua linea. Partecipa alla costruzione della manovra ed è preciso nell’anticipo.

Theo Hernandez 7 – Tra i migliori dei suoi, fornisce un’ottima prestazione. Spina nel fianco della difesa del Lecce, fa quello che vuole sulla corsia di sinistra ed arriva molto spesso al cross dal fondo. Prova a scuotere i suoi dopo il gol del pari del Lecce, ma spesso è solo.

Paquetà delizia San Siro ma è poco concreto

Kessie’ 6 – Pioli lo schiera nell’inedito ruolo di mezzala sinistra. Prova di sostanza nel primo tempo dell'ivoriano, che partecipa costantemente ad entrambe le fasi. Nel secondo tempo è meno lucido e gira a vuoto, con Pioli che è costretto a sostituirlo per giocarsi il tutto per tutto. (Dall’80’ Rebic S.V.)

Biglia 5,5 – Parte benissimo orchestrando il gioco dei rossoneri, poi cala alla distanza. Suo l’assist perfetto per Calhanoglu in occasione del vantaggio rossonero. Ammonito per un fallo tattico nel finale, perde lucidità e commette qualche errore di troppo.

Paqueta’ 6 – Pioli gli concede una chance dall’inizio e lui non delude le attese. Delizia il pubblico con qualche giocata d’alta scuola ed bravo a creare pericoli tra le linee con inserimenti centrali. Non riesce ad arrivare mai alla conclusione o rifinire per i compagni sulla trequarti avversaria (Dal 66’ Krunic 5 - In netto ritardo rispetto ai compagni, delude ancora una volta le aspettative).

Suso delude ancora, Calhanoglu torna protagonista

Suso 5 – Ricoperto di fischi prima del match, sfiora il gol al 29’ con un sinistro velenosissimo. Tenta qualche giocata di fino, ma spesso si intestardisce. Si accende a tratti ma non basta.

Leao 6,5 – Pioli gli dà fiducia e lo sceglie al posto di Piatek. Parte fortissimo con due opportunità nei primi 120 secondi. Sfrutta la sua velocità con accelerazioni devastanti sul lato mancino, creando molti pericoli alla difesa salentina. Ci prova in diverse occasioni ma non è preciso in fase di conclusione. (Dal 67’ Piatek 6,5 - Parte dalla panchina, entra e fa gol regalando il nuovo vantaggio ai rossoneri. Il suo gol, però, non basta per conquistare i tre punti).

Calhanoglu 7 – Schierato a sorpresa nel tridente, viene fischiato prima della partita. Fa ricredere i tifosi rossoneri con una prestazione d’altissimo livello. Protagonista in entrambe le fase, è una mina vagante nella metà campo. E’ decisivo, entrando nei due gol rossoneri: sigla la rete del vantaggio e fornisce l’assist a Piatek per il gol del 2-1.

Pioli 6,5 – All’esordio a San Siro rischia qualcosa puntando su Leao e Calhanoglu. Il campo gli dà ragione con i due che forniscono prestazioni eccellenti. Azzecca il cambio Piatek-Leao, con il polacco che entra dalla partita e fa gol. Beffato nel finale con la rete di Calderoni che gli nega la gioia dei tre punti.

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