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MILAN BRAHIM DIAZ HAUGE – C’è una linea sottile, che a dire il vero sta assumendo contorni sempre più marcati, tra quello che è il Milan del presente e quello che sarà il Milan del futuro. Il confine ha un nome e ed un cognome conosciuti da tutti: Hakan Calhanoglu. La permanenza del turco in rossonero non è solo in dubbio per la stagione prossima ventura, ma anche per la seconda parte – da gennaio in poi, ndr – di quella attuale. In un ottica di programmazione – la stessa ben organizzata dal capo dell’area tecnica Paolo Maldini, nulla può essere lasciato al caso. Ecco che allora si inizia a ragionare sul futuro cambiando il presente. E il presente si chiama Napoli: una sfida affascinante che potrebbe lanciare ancor di più i rossoneri in classifica.

Hauge e Brahim Diaz: il Milan del futuro è nei loro piedi

Per la sfida all’ex Gattuso, molto probabilmente Pioli dovrà fare a meno di Alexis Saelemaekers: l’infiammazione al pube verrà valutata nei prossimi giorni, ma considerando la vicinanza dei successivi impegni, il belga non verrà rischiato. Alle spalle del solito Ibra, sempre più affamato dopo il passo falso contro il Verona con tanto di rigore sbagliato, si giocano il posto Hauge e Brahim Diaz. Ovvero due dei migliori esponenti della nuova linea verde scelta dal Milan per tornare al vertice. Lo spagnolo ha già dimostrato tutte le sue qualità ogni qualvolta è stato chiamato in caausa. Meno apparizioni, invece, per il giovane norvegese, capace comunque di andare in gol alla seconda presenza con la magia rossonera. La partita tra i due, come sottolinea La Gazzetta dello Sport in edicola, non si gioca solo sulla singola presenza domenicale. In ballo c’è molto di più.

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I due trequartisti sono pronti a raccogliere l’eredità di Calhanoglu

Tornando al discorso iniziale, esulando quindi dalla stretta attualità, Hauge e Brahim Diaz rappresentano il futuro dei rossoneri nella batteria dei trequartisti. Dando ormai per scontata la partenza di Calhanoglu, i due giocatori sono chiamati a dare delle garanzie per convincere Pioli e lo staff tecnico sulla loro affidabilità. Un conto, infatti, è entrare a partita in corso, col punteggio magari già acquisito, e guadagnare la ribalta senza pressioni. Un altro è incarnare la figura del titolare, assumendo il ruolo di giocatore importante dal 1′. Il duello tra i due diavoletti rossoneri, come simpaticamente etichettati dalla Rosea, è appena iniziato.