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FIORENTINA COMMISSO CORONAVIRUS – Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina, ha rilasciato delle dichiarazioni a Sportitalia, per poi intervenire in collegamento telefonico alla trasmissione Tutti convocati su Radio24. In cui ha parlato della gestione dell’emergenza Coronavirus negli Stati Uniti. Ecco le sue parole.

Fiorentina, l’intervista al presidente Commisso sull’emergenza Coronavirus e i cambiamenti del calcio

“Adesso c’è questa emergenza legata al Coronavirus. Noi siamo tranquilli, perché dietro la Fiorentina c’è la Mediacom. Ma non sarà così per tutte le squadre. Quanti anni per vedere una grande Fiorentina? Dipende se mi faranno fare lo stadio, nel caso ci vorranno minimo 3-4 anni. La Fiorentina negli ultimi 10 anni è andata indietro dal punto di vista dei ricavi, mentre le grandi d’Europa hanno incrementato. Manchester City, Juventus, Tottenham, tutte squadre che hanno fatto impianti nuovi e sono cresciuti. Servono i ricavi per andare a comprare i migliori giocatori d’Europa. Come cambierà il mercato? Un giocatore che costava 20, oggi costerà 15. Le cose cambieranno, almeno per quest’anno”.

Le parole di Commisso sulla gestione del Coronavirus negli USA

“Per fortuna siamo più preparati rispetto a quello che è accaduto in Italia. New York non è messa bene, ma insomma, in altre zone sta andando meglio. La situazione è più controllata di quanto era nel Nord Italia all’inizio. Anche nella nostra azienda abbiamo tanti dipendenti, oltre 4 mila e 500, ma abbiamo solo 2 contagi. Ma in Italia e a Firenze non va bene. Per il bene del calcio sarebbe bene che questa stagione venga portata a termine e lo spero, ma la salute viene prima del business. Il calcio è bello, ma la povera gente in Italia ha altro nella mente e nel cuore. Forse altri club non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema calcio e dal governo e anche con l’aiuto dei giocatori. Ho sempre parlato di infrastrutture, il calcio è un nostro patrimonio, il governo deve capirlo e deve lasciarci fare”.