Storie di derby: Shevchenko e Milito, i bomber di Milano

20 Settembre 2019
- Di
Arianna Botticelli
Tempo di lettura: 3 minuti

MILAN DERBY SHEVCHENKO MILITO - Storie di derby, storie di bomber. Cosa c'è di più bello, nell'immaginario del tifoso, del proprio cannoniere che la mette dentro in una stracittadina? Magari al 90esimo dopo aver sofferto tutta la partita? Soprattutto per i più giovani, magari più emotivi e con il fuoco della passione ancora acceso, si può vivere di questa fantasia anche per un anno intero. Magari prefigurandosi tutto: come sarà il gol, l'esultanza, la condivisione col vicino di stadio. O di poltrona a casa. Perché il derby è il derby e si vive così. Nella storia della stracittadina milanese tanti giocatori hanno acceso, e magari deluso, la fantasia del tifoso. Limitandosi agli anni 2000, sono sopratutto due personaggi ad aver fatto sognare la propria tifoseria ed aver fatto disperare l'altra. Andriy Shevchenko e Diego Milito. Sheva ed El Principe. Così diversi ma così decisivi nei derby.

Sheva, lo Zar venuto da lontano

Semplicemente fenomenale. Questa potrebbe essere una definizione riassuntiva di cosa sia stato Andriy Shevchenko. Approdò al Milan nell'estate del '99, dopo diverse stagioni entusiasmanti con la maglia della Dinamo Kiev. La sua vetrina, a livello internazionale, fu la Champions League 1998-99, in cui, in coppia con Rebrov, giunse fino alla semifinali a suon di gol e di giocate pazzesche. Acquistato per 25 milioni di dollari dalla società rossonera, Sheva non solo ripagò le attese, ma le superò abbondantemente. La sua capacità di abbinare un'ottima tecnica di base ad una velocità fuori dal comune, lo rendevano imprendibile per i difensori. Sentiva il gol come pochi altri al mondo, essendo capace di realizzare reti in qualsiasi maniera: dalla distanza, da rapinatore d'area, in progressione saltando avversari, e anche di testa. Esplosività e talento, con una grande squadra alle spalle. Un mix perfetto. Che portò i suoi frutti anche nelle stracittadine milanesi. Un vero e proprio incubo per i tifosi nerazzurri.

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Shevchenko, primatista di gol all-time nei derby

14. Tante sono le segnature di Andriy Shevchenko nel derby della Madonnina nel periodo 1999-2006. Sono bastate 21 presenze al fenomeno di Kiev per superare Meazza nella speciale classifica dei migliori marcatori della storia dei derby milanesi. Tra le tante perle dell'attaccante rossonero, una in particolare è rimasta impressa nel cuore dei suoi tifosi: la zampata vincente in un tiratissimo derby europeo- semifinale di ritorno, ndr -quando saltò Ivan Cordoba e insaccò alle spalle di Francesco Toldo, regalando al Milan la finale di Champions League. Poi vinta ai rigori contro la Juve, con penalty decisivo realizzato da...Andriy Shevchenko. L'implacabile bomber che fece sognare e disperare le due opposte fazioni di Milano.

Milito, un Principe silenzioso

Un argentino atipico. Quasi passava inosservato. Nessuna chioma bionda alla Batistuta, nessun eccesso comportamentale, pacatezza dentro e fuori dal campo. Apparentemente privo della tipica garra argentina che contraddistingueva i connazionali della sua generazione - da Simeone ad Almeyda, da Veron a Cambiasso - Milito sembrava quasi privo di quella determinazione decisiva a certi livelli. Pur avendo sempre realizzato tanti gol nella sua carriera, che fino ai 29 anni si è consumata tra Racing, Real Zaragoza e Genoa, quasi nessuno credeva che El Principe potesse fare il salto di qualità in un grande club. Se Shevchenko poteva definirsi un enfant prodige, essendosi messo in luce già da giovanissimo nel campionato ucraino ma soprattutto in Champions, Milito è esploso nella parte finale della sua carriera. Prendendosi in pochissimo tempo quella ribalta che nessuno gli aveva consentito di vivere. Vincendo tutto in un solo anno. Assumendo la caratura di campione decisivo senza bisogno di urlare. Ma solo segnando. Tanto e a tutti.

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Milito, quella storica tripletta nel derby

Pur essendo lontano dalla vetta dei migliori marcatori della storia dei confronti Inter-Milan, avendo realizzato "solo" 6 segnature, Milito fu capace di andare in gol già alla prima stracittadina, in un roboante 4-0 per l'Inter. Arrivarono poi altre marcature contro i cugini rossoneri, ma El Principe si era tenuto il meglio per il derby di ritorno della stagione 2011-12. A quasi 33 anni. Tanto per confermare come, nel suo caso, invecchiando si migliora. 6 maggio 2012, Inter-Milan 4-2, tripletta di Milito e pubblico nerazzurro in visibilio. Bisogna tornare indietro agli anni '60 per trovare l'ultimo giocatore capace di realizzare tre gol in un derby di Milano: fu Nyers in un Inter-Milan 3-0. Il club dei triplettisti è molto ristretto, includendo solo Amadei nel '49 ed Altafini (che segnò addirittura quattro reti) nel marzo del '60. Ecco perchè El Principe rimarrà per sempre nella storia del derby della Madonnina. E nel cuore di tutti i tifosi della Beneamata.

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