Reina: "Orgoglioso dei miei compagni, non abbiamo mai mollato"

6 Ottobre 2019
- Di
Arianna Botticelli
Tempo di lettura: 2 minuti

REINA GENOA MILAN - Pepe Reina. L'uomo del giorno in casa Milan. Dopo aver rischiato di passare alla storia come l'anti-eroe della sfida contro il Genoa, a causa del grave errore compiuto in occasione del gol di Schone, il portiere spagnolo si è ampiamente rifatto. Parando proprio al 90' il rigore, per la verità molto dubbio, calciato dallo stesso centrocampista olandese e provocato per fallo dell'estremo difensore ex Napoli, chiamato a sostituire Donnarumma im extremis. Dall'inferno al paradiso nello spazio di poco più di cinquanta minuti. Ecco le sue parole rilasciate ai microfoni di DAZN alla fine del match.

Su Genoa-Milan

"Vittoria importante soprattutto per il Milan. Chiaramente era importante anche per il tecnico e per i tifosi. Sicuramente dovevamo giocare meglio con la palla, ma questi momenti devono passare, dobbiamo prendere fiducia e spero che questo risultato ci dia una mano. Noi avevamo in testa questa gara già subito dopo la Fiorentina. Sapevamo che oggi sarebbe stata dura, abbiamo sofferto nel primo tempo. Sono orgoglioso dei ragazzi, non abbiamo mai mollato, abbiamo giocato con grande voglia di soffrire e di aggrapparci ad un risultato positivo".

Reina sul rigore parato

"La prima cosa che ho pensato è che secondo me non c’è. Io mi fermo, lui mi viene addosso. Poteva andarlo a rivedere, chi ne capisce un po' di calcio sa che io non ho nessuna intenzione di toccarlo. Poi ovviamente ci eravamo già preparati su come calcia i rigori un giocatore esperto come Schone e per fortuna sono riuscito a pararlo".

Sulle difficoltà della squadra

"È una squadra che ha tanto da dare, sicuramente la qualità non manca. Siamo una squadra giovanissima, e questo a volte ti può penalizzare. In questi momenti di sfiducia la personalità ci viene un po' a mancare. Oggi abbiamo avuto paura di sbagliare ma abbiamo tirato fuori più orgoglio rispetto alle altre volte. Dobbiamo essere tutti pronti a dare il nostro contributo, qualsiasi esso sia. A volte chi non gioca diventa addirittura più importante di chi lo fa. Dobbiamo essere un gruppo, questa deve essere la nostra unica mentalità. I piccoli gesti fanno la differenza. Con gli anni la gente diventerà più serena nei confronti di un errore o di una partita sbagliata".

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