Hernandez: "È il miglior momento per me, Milan habitat ideale"

10 Febbraio 2024
- Di
Vincenzo Zurzolo
Theo Hernandez Cagliari Milan
Tempo di lettura: 3 minuti

HERNANDEZ MILAN INTERVISTA - Il terzino del Milan Theo Hernandez ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di AS, affrontando diversi argomenti relativi alla sua esperienza in rossonero.

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Il Milan l'habitat ideale di Theo Hernandez

"Indubbiamente, sia a livello vista sportivo che personale. Mi trovo molto bene qui. Sono a mio agio in questa meravigliosa città, mi ha accolto sin da subito come se fosse casa mia da sempre. Tutto è stato semplice fin dall'inizio. Ho formato una famiglia, mi sento amato, sono felice".

Il miglior momento della carriera

"Credo di sì, ne sono sicuro. È vero che un calciatore non smette mai di migliorare, ma penso di essere in un periodo di maturità ideale. Sento la fiducia del mister e dei miei compagni, questo si vede in campo".

Su Pioli

"È una persona molto vicina ai calciatori, ha scommesso su di me in ogni momento. Mi ha dato massima fiducia per poter esprimere le mie qualità, io ho cercato di restituirglielo sul campo con il lavoro. Gli sono grato sia a livello personale che professionale: è stato una figura chiave nel miglioramento delle mie prestazioni".

L'esperienza da difensore centrale

"Ho sempre giocato come terzino, è la posizione in cui mi trovo meglio. Ma da quando sono arrivato a Milano ho prestato molta attenzione a migliorare il mio gioco difensivo; ciò fa sì che mi senta più a mio agio in quella posizione di quanto potessi auspicare inizialmente. Ho dimostrato che posso giocare ad un buon livello anche in quel ruolo".

L'incontro con Maldini a Ibiza

"La prima volta che ho visto una leggenda come lui, che veniva a parlare con me, sono stato un po' nervoso. È stato chiaro sin da subito: mi ha spiegato il progetto, quello che voleva da me e mi ha detto che sarei diventato uno dei migliori al mondo. Ragioni sufficienti per non avere dubbi a trasferirmi al Milan. È stato importante. Il club ha mostrato un interesse totale fin dal primo istante; è il club con più Coppe dei Campioni dopo il Real Madrid, il fatto che una figura come Maldini mi spiegasse il progetto personalmente è stato cruciale per me e per il mio entourage. È un'entità che lavora bene da anni, sta consolidando basi solide che si stanno traducendo in successi sportivi. Il Milan sta tornando al suo posto. La decisione di venire qui è stata un successo".

Il ruolo di Ibrahimovic

"È un leader naturale. Anche nei momenti in cui non poteva aiutarci in campo, la sua presenza nello spogliatoio faceva sì che nessuno si rilassasse neanche per un secondo. Ti trasmette il suo carattere vincente. Ora si è allontanato dal campo, ma è ancora vicino al gruppo: continua ad aiutare a comprendere cosa sia il Milan, e l'impegno necessario per indossare questa maglia".

Un ritorno al Real Madrid in futuro

"Penso giorno per giorno, non al futuro. Al Real Madrid ho grandi amici e un ricordo fantastico sia della squadra che dei tifosi, ma adesso sono un calciatore del Milan, mi trovo bene qui e non penso ad altro. Sono concentrato su ciò che devo fare ogni giorno qui. Non si può sapere cosa riserverà la vita, ma io vivo il presente per emozioni e professionalità. Nessuno prevede il futuro. Ci sono ancora molte sfide da affrontare in questa stagione con il Milan, penso soltanto a ciò che devo fare in campo".

Un terzino migliore

"Non spetta a me dare un giudizio al riguardo. Lavoro giorno dopo giorno per continuare a migliorare, in campo non mi sento inferiore a nessuno".

Il percorso interrotto in Champions

"Un duro colpo, indubbiamente. Il nostro percorso dello scorso anno in Champions è stato molto bello, lavoro ogni giorno per vivere quei momenti e giocare sfide di così grande importanza. Volevamo essere almeno allo stesso livello della scorsa stagione, ma quest'anno non è stato possibile. La squadra ha fatto un grande sforzo nell'ultima gara della fase a gironi. Almeno siamo ancora in Europa League".

La rivalità con l'Inter

"Qui si respira calcio e tutti parlano di calcio. È quasi obbligatorio sostenere una delle due squadre; certo, a un milanista dà più fastidio che il leader sia il grande rivale. Però sono una persona molto ambiziosa, e se il campione fosse un qualsiasi altro team diverso dal Milan, mi darebbe fastidio ugualmente. Più passionale il derby di Milano o quello di Madrid? Scelta complicata. Entrambe le rivalità sono intense a modo loro. Sono grandi sfide, che siano a Madrid o a Milano. Non posso dire quale delle due sia più passionale, entrambe hanno un significato particolare per i tifosi. Ho avuto la fortuna di vivere e godere entrambe le esperienze".

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