Infortuni Ibrahimovic: cosa è successo e quando rientra

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INFORTUNI IBRAHIMOVIC MILAN - Nonostante l'età, Zlatan Ibrahimovic è ancora uno dei giocatori più decisivi del campionato italiano. Nel maggio 2022 lo svedese ha alzato al cielo un nuovo Scudetto, l'ennesimo titolo di una carriera vissuta sempre da protagonista. Anche per questo, per continuare a scrivere calcio e alzare trofei con la maglia del Milan, Ibra ha deciso di operarsi. Il motivo? Andiamo a scoprire tutto su uno degli ultimi infortuni del giocatore, nonché la data del possibile rientro in campo.

Infortuni Ibrahimovic: tutto sul problema fisico dello svedese

MILAN, Ibrahimovic non gioca: il motivo

Il titolo alzato dal Milan al cielo di Reggio Emilia nella scorsa stagione ha visto protagonista anche Zlatan Ibrahimovic. Il campione svedese, nonostante il tempo che passa, si è rivelato ancora una volta decisivo per le sorti del 'Diavolo'. Il tutto a prescindere dagli infortuni, che ne hanno tempestato soprattutto il finale di stagione. Dopo la festa Scudetto, infatti, l'ex Inter e Juventus ha deciso di sottoporsi a un'operazione per risolvere un problema che, come raccontato da lui stesso su Instagram, lo ha costretto a parecchie iniezioni al ginocchio sinistro e, conseguentemente, tanto tempo lontano dalla squadra.

"Negli ultimi 6 mesi ho giocato senza il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Ginocchio gonfio da sei mesi. Un dolore atroce ogni giorno per sei mesi. Per sei mesi ho dormito appena a causa del dolore. Non ho mai sofferto cosi tanto in campo e fuori".

Zlatan Ibrahimovic su Instagram

Milan, l'infortunio subito Ibrahimovic: l'operazione

"AC Milan comunica che nella giornata odierna, Zlatan Ibrahimović è stato operato al ginocchio sinistro dal Dr Bertrand Sonnery-Cottet, alla presenza del Responsabile Sanitario del Club Stefano Mazzoni, presso l'Hôpital Jean Mermoz di Lione. L'artroscopia era programmata da tempo per risolvere definitivamente l'instabilità dell'articolazione attraverso la ricostruzione del legamento crociato anteriore, con rinforzo laterale e riparazione meniscale". Con questo comunicato, il Milan ha reso nota nel maggio 2022 l'operazione alla quale si è sottoposto Ibrahimovic. Un'operazione che interessato il crociato anteriore e il menisco del ginocchio sinistro del campione svedese.

Il rientro dello svedese: quando torna Zlatan Ibrahimovic?

Sto lavorando tutti i giorni per tornare in campo. Quando? Lo vedreteQuando tornerò mi farò sentire con violenza. Ritiro? Dipende, se vedrò un giocatore più forte di me allora smetterò, per il momento non l’ho visto. Per ora la chiave è il lavoro e la pazienza”.

Zlatan Ibrahimovic a La Gazzetta dello Sport - 14 settembre 2022

Zlatan Ibrahimovic, operatosi al ginocchio nel maggio 2022, è costretto a saltare tutto l'anno calcistico. Il rientro tra i ranghi rossoneri del Milan del campione svedese è, infatti, previsto per l'inizio del 2023. Come sottolineato dal comunicato post-operatorio diffuso dal club rossonero: "L’intervento è perfettamente riuscito e la prognosi è stimata in 7-8 mesi".

Milan, il numero di partite saltate da Ibra

A seguito di un infortunio, con operazione, tra i più lunghi della sua carriera, Zlatan Ibrahimovic salta tutte le partite che chiudono il 2022 calcistico. Lo svedese, dunque, non è a disposizione di Stefano Pioli per le prime venti partite di Serie A TIM 2022/23 nonché per l'intera durata dei gironi di UEFA Champions League 2022/23. Da valutare, invece, la Coppa Italia, con Ibra che potrebbe prendere parte, qualora il Milan proseguisse nella competizione, alle fasi finali.

Il sostituto di Zlatan Ibrahimovic nel Milan

Doverosa premessa: un giocatore del calibro, della storia e del palmares di Zlatan Ibrahimovic non si può sostituire a cuor leggero. Tuttavia, visto il lungo infortunio occorso allo svedese, Stefano Pioli e il Milan hanno dovuto fare di necessità virtù. Così in attesa che l'11 recuperi la forma migliore, i rossoneri si sono affidati a due opzioni. La prima risponde al nome di Olivier Giroud, già protagonista insieme a Ibra della cavalcata Scudetto 2021/22. La seconda a quello di Divock Origi, esperto attaccante belga arrivato dal mercato.

Ibrahimovic e la Svezia: l'infortunio e la Nazionale

E l'avventura di Ibrahimovic con la Svezia? E' finita? A causa dell'infortunio e dell'operazione Ibra ha rinunciato alla Nations League con la propria nazionale, ma non ha detto ancora apertamente addio. Tra gennaio e febbraio 2023, quando il giocatore tornerà a calcare i verdi rettangoli di gioco, se ne saprà sicuramente di più.

Daniele Izzo

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Zlatan Ibrahimovic: tutto sul campione del Milan

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IBRAHIMOVIC ZLATAN MILAN - Ha vestito le maglie più blasonate e importanti dell'intero pianeta. Ha segnato ovunque. E' un'icona del calcio mondiale e lo sarà per sempre. Zlatan Ibrahimovic è passato, presente e futuro. Fa parte di quel novero ristretto di giocatori che saranno ricordati per l'eternità, che hanno cambiato il modo di pensare, intendere e praticare il gioco.

Chi è Zlatan Ibrahimovic: la storia del campione svedese

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La biografia

Zlatan Ibrahimovic nasce a Malmo il 3 ottobre 1981 da immigrati jugoslavi. Il padre Sefik è un bosniaco musulmano, la madre, Jurka Gravic, è una croata cattolica. I due si separano quando Zlatan aveva appena due anni, con il Tribunale che decide per l'affidamento paterno.

Ibra cresce così a Rosengrad, sobborgo di Malmo, in un quartiere povero e popolato prevalentemente da immigrati. Le risse, i furti e gli episodi di bullismo sono all'ordine del giorno: il carattere del giovane Zlatan ne esce temprato.

Le prime squadre di Ibrahimovic

Il pallone è, però, la sua ancora di salvezza. Entrato da giovanissimo a far parte della squadra del Balkan, nel 1995 viene acquistato dal Malmo FF. Da lì in poi l'ascesa è rapida e folgorante: passa all'Ajax, poi alla Juventus e ancora all'Inter, al Barcellona, al Milan, al PSG, al Manchester United e ai LA Galaxy. Veste insomma le maglie più importanti dell'intero pianeta.

La carriera di Ibra: numeri e statistiche

StagioneSquadraPresenzeGolAssistAMMESP
1999-2001MALMO FF4016///
2001-2004AJAX110481790
2004-2006JUVENTUS922621122
2006-2009INTER1176632253
2009-2010BARCELLONA46221381
2010-2012MILAN995950134
2012-2016PSG18015661263
2016-2018MANCHESTER UNITED53291080
2018-2019LA GALAXY585315131
2020-MILAN60331191

Il palmares

Il valore di mercato di 'Ibra'

Attualmente il valore di mercato di Zlatan Ibrahimovic è pari a 3 milioni di euro*. Lo storico dello svedese, però, è impressionante. Nel dicembre 2009, dopo che in estate si trasferì dall'Inter al Barcellona, l'attaccante toccò l'apice con 46 milioni di euro.

* dati Transfermarkt.it

Ibra lo scrittore

L'autobiografia di Zlatan Ibrahimovic, dal titolo 'Io, Ibra', ha venduto più di un milione di copie ed è stato un grande successo commerciale. Nel 2012 è stata anche nominata al 'Premio August'.

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5 curiosità su Zlatan Ibrahimovic

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La vita privata del campione svedese

La famiglia

Zlatan Ibrahimovic è nato da papà Sefik e mamma Jurka, separatisi quando il piccolo 'Ibra' aveva solo due anni. L'infanzia difficile è stata condivisa con 5 tra fratelli e sorelle: Sapko, deceduto a causa di una malattia, Aleksander, Sanela, Violeta e Monika.

Chi è la moglie di Ibrahimovic

Il calciatore svedese è sposato con Helena Seger, ex modella sua connazionale e di 11 anni più grande di lui. I due si sono conosciuti nel 2001 e da allora non si sono mai lasciati.

I figli di Ibrahimovic

Dal loro amore sono nati due figli: Maximilian e Vincent Ibrahimovic.

Daniele Izzo

Il Milan cerca un nuovo innesto per il centrocampo. Un'alternativa viene dalla Danimarca

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CALCIOMERCATO MILAN ONYEDIKA - Sfumato Renato Sanches, emigrato tra le stelle parigine, il club rossonero sta monitorando diversi profili per il centrocampo. Più defilata, sebbene ancora presente la candidatura di Jean Onana, centrocampista camerunense del Bordeaux. I nomi in pole sembrano essere quelli di Raphael Onyedika e Albert Sambi Lokonga, ma la lista no si esaurisce qui.

Calciomercato Milan: le ultime notizie su Onyedika

Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, il preferito tra i due sarebbe il centrocampista del Midtjylland. Il nigeriano, al momento davanti nelle gerarchie al collega dell'Arsenal, piace al duo Maldini-Massara per l'energia e la capacità di fare da filtro davanti alla difesa. Per il classe 2001 il club danese richiede circa 7 milioni. Il Milan sta perchè sta valutando tutte le alternative possibili. 

Si fa avanti l’opzione Fofana 

Oltre ai tre nomi già citati, secondo Il Giornale, per il Milan ci sarebbe un ritorno di fiamma per un centrocampista. Si tratterebbe di Seko Fofana, centrocampista del Lens. Per il classe 2000 non sarebbe ancora pervenuta alcuna proposta ufficiale.

Calciomercato Milan, tra gli obiettivi una giovane promessa

È la stampa estera a fornire un ulteriore nome valutato dal Milan. Per il quotidiano danese Nordjyske, i rossoneri starebbero valutando Oliver Ross, attaccante classe 2004 dell’Aalborg. Il club proprietario del cartellino per la cessione chiede 1.5 milioni di euro. L’idea però potrebbe essere quella di continuare a valutare il giovane giocatore, ma tentare la prima offerta nella prossima sessione di mercato. 

Aggiornamento sulle condizioni di Tonali. Quando è previsto il suo ritorno in campo

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TONALI INFORTUNIO RITORNO MILAN - Un affaticamento al flessore ha fermato Sandro Tonali che si è trovato costretto a saltare la partita inaugurale della stagione 2022/2023 di Serie A. Il centrocampista del Milan nella giornata di ieri ha svolto lavoro personalizzato. Il Corriere dello Sport, scrive però, che ci sono ancora possibilità di vederlo salire sul treno che porterà i rossoneri a Bergamo. L’obiettivo sembra essere infatti quello di essere a disposizione per il match contro l’Atalanta, valido per la secondo giornata di Serie A

Kjaer è il muro del Milan: sempre in campo e insegnante per i più giovani

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MILAN KJAER - Simon Kjaer è arrivato al Milan lo scorso gennaio attirando su di se i dubbi di tanti tifosi rossoneri. Il danese veniva da una metà di stagione deludente con la maglia dell'Atalanta, dove aveva giocato poco e senza grandi acuti. Per questo motivo, il suo acquisto da parte della società milanista non aveva aizzato le folle ma è bastato pochissimo per far ricredere tutti. Il danese non è partito tra i titolari, con Pioli che preferiva la coppia Musacchio-Romagnoli ma, anche per l'infortunio dell'argentino, Kjaer ha preso posto al centro della difesa del Milan e da lì non si più mosso. L'ex Palermo e Roma è diventato un perno della retroguardia rossonera, formando con Romagnoli una coppia perfettamente amalgamata.

Milan, Kjaer è il muro rossonero

In estate, la dirigenza milanista ha deciso di riscattare Kjaer dal Siviglia; sborsando una cifra irrisoria considerando il valore e l'importanza che il calciatore ha man mano preso all'interno del gruppo, soli 3,5 milioni di euro. Il danese non ha mai quasi commesso sbavature, regalando prestazioni di altissimo livello. In questa stagione, è sempre sceso in scampo: 7 partite su 7 in campionato e 6 su 6 in Europa League, se si comprendono anche i preliminari. È cambiato il suo partner difensivo, con Romagnoli che è tornato dall'infortunio rilevando Gabbia, ma lui è rimasto sempre lì al suo posto. Kjaer però, 31 anni e tanta esperienza anche europea sulle spalle, ricopre anche il ruolo di "insegnante" per i più giovani. Ha preso sotto la sua ala protettiva proprio Gabbia, ma ha anche fatto da mentore a Romagnoli che con lui ha acquisito ancor più sicurezza. Il danese è certamente uno colpi meglio riusciti da Maldini e i suoi uomini, l'elemento perfetto da integrare all'interno di un gruppo giovane e che vuole crescere. Lui è un muro, Pioli lo ha capito e dal campo non lo toglie più. Manca, però, ancora la ciliegina sulla torta: il primo gol con la maglia del Milan. E non dovrebbe essere complicato per uno che fa sentire la sua presenza anche nell'area di rigore avversaria. Arriverà, è solo questione di tempo.

Emanuele Catone

Come ti cambio il Milan in 14 mesi: il capolavoro di Pioli ed Ibra

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MILAN UDINE PIOLI IBRAHIMOVIC- Il Milan di Stefano Pioli, che galoppa ogni domenica verso nuovi record, ha inanellato ad Udine la quinta vittoria in sei incontri di campionato. L'undici rossonero avrebbe anche avuto la possibilità di fare filotto completo se non si fosse scriteriatamente fatto recuperare per ben tre volte dalla Roma il lunedì precedente. Al di là del rammarico per non essere a punteggio pieno però, allenatore e squadra possono essere più che orgogliosi del cammino intrapreso finora. É un Milan solido, ieri anche cinico, un Milan che sa quello che vuole e che, guidato dal suo immarcescibile leader Zlatan Ibrahimovic, ha saputo risollevarsi dalle ceneri della mediocrità. Un attento tifoso rossonero non può non ricordare cosa accadde, proprio alla Dacia Arena, appena 14 mesi fa. Lo stadio di Udine rappresenta a pieno titolo il viaggio all'inferno e ritorno intrapreso dalla squadra rossonera. Un percorso che ora ripercorreremo.

Il vecchio Milan e la disfatta di Udine

Sembra passato un secolo, ma sono trascorsi solo poco più di 14 mesi da quel 25 agosto del 2019, prima giornata di campionato della Serie A 2019-20. Un Milan onestamente senza capo né coda, guidato dal neo tecnico Giampaolo, cadeva in quel di Udine per effetto del gol di Rodrigo Becao. Era un Milan pieno di equivoci tecnico-tattici (Piatek e Suso su tutti, ndr) e con grande incertezze anche dal punto di vista societario. Una debolezza sfociata appena qualche settimana dopo nell'esonero dello stesso Giampaolo, incapace di dare un'identità precisa alla squadra. La risposta della società, dopo qualche ammiccamento con Luciano Spalletti, fu Stefano Pioli, libero dopo le dimissioni dalla Fiorentina nella stagione precedente. Pareva, ai più, una soluzione-tampone. In attesa del nome forte che avrebbe preso le redini del club di lì a poco. Anche i primi risultati, altalenanti, non lasciavano presagire nulla di buono. Poi, come per incanto, la rinascita. Quella vera. Coincidente col ritorno in campo dopo il lungo stop, pari a più di 100 giorni, causato dal Covid-19.

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LaPresse

Il nuovo Milan di Pioli ed Ibrahimovic

Facendo un piccolo salto temporale, per la precisione a gennaio 2020, la società, che di lì a poco avrebbe interrotto il rapporto di collaborazione col CFO Boban, ingaggia Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, ormai fuori dal calcio che conta, arriva a Milano con le stigmate del salvatore della patria. Un salvatore al quale però credono in pochi: Ibracadabra ha 38 anni e da solo non può risolvere gli enormi problemi della squadra: questa è l'opinione prevalente tra gli addetti ai lavori. Nella migliore delle ipotesi la mossa è vista come un modo per placare il malcontento dei tifosi: un totem più simbolico che pratico. Una voglia, mai sopita nell'animo del tifoso, di aggrapparsi a vecchi idoli per idealizzare un passato vincente che non tornerà più. Poi però, come accennato poc'anzi, accade l'imponderabile. Il Milan torna dal lockdown trasformato: una serie incredibili di risultati positivi - e di imprese sportive - porta i rossoneri a sfiorare l'accesso diretto all'Europa League. Ibra segna a ripetizione, la squadra chiude la stagione in crescendo, ma il meglio deve ancora venire...

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LaPresse

La stagione 2020-21: il Milan tra le grandi

L'estate a cavallo delle due stagioni si apre col dubbio sul rinnovo dell'attaccante svedese, che alla fine firma per un altro anno. Da lì Maldini e Massara si scatenano sul mercato, acquistando il talento Tonali, Brahim Diaz, Dalot, Kalulu e, per ultimo, Hauge. Il pre-campionato, segnato dai preliminari di Europa League, è trionfale. Inizia il campionato e il Milan non si ferma più: gol a ripetizione, record battuti, primati di squadra e personali da aggiornare dopo ogni domenica. Il tutto sotto il segno di Ibra. Lo svedese, che nel frattempo ha anche contratto e sconfitto il Covid, segna praticamente due gol a partita. La ciliegina finale, l'ultima in ordine di tempo, proprio ieri alla Dacia Arena: rovesciata vincente per il 2-1 finale. Nella porta opposta a quella in cui Becao punì i rossoneri appena 14 mesi prima: il Milan ha veramente ribaltato il suo destino nello stesso stadio che, fino a qualche tempo fa, aveva rappresentato il simbolo di una matassa inestricabile.

Sorrisi e tanta qualità: Leao è l'uomo assist del Milan. E ora è sfida aperta con Rebic

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MILAN LEAO ASSIST - Rafael Leao è uno dei grandi protagonisti di questo inizio stagione bomba del Milan. I rossoneri sono primi in classifica, in Serie A e in Europa League, e il merito va anche al giovane talento portoghese. Il numero 17 milanista sta pian piano conquistando spazio nella formazione titolare di Stefano Pioli e sta scalando le gerarchie. Leao partiva come "riserva" di Ante Rebic come esterno sinistro nei tre dietro Ibrahimovic ma, dopo l'infortunio al gomito del croato, è riuscito ad approfittare delle occasioni che gli sono state concesse a adesso l'allenatore del Milan avrà una bella gatta da pelare ogni partita per scegliere tra il portoghese e l'ex Eintracht Francoforte.

Milan, Leao è l'uomo assist rossonero

In questo inizio di stagione, Leao si è innalzato a uomo assist della squadra sfornando ben tre passaggi vincenti per i compagni. Il primo nel derby contro l'Inter, con la fantastica cavalcata che ha bruciato D'Ambrosio prima di servire il perfetto cross per Ibrahimovic. Gli altri due sono arrivati contro la Roma, uno ancora per lo svedese e l'altro per Saelemaekers. Il classe 1999 è così in cima alla lista degli assist-men del Milan. Dietro di lui KessiéCalhanoglu, Theo Hernandez e Ibrahimovic a quota uno. Tre assist in una stagione sono anche un record per Leao e lo ha raggiunto in solamente 6 giornate di campionato.

Emanuele Catone

Verso Napoli-Milan, i precedenti tra le squadre: Bonaventura ha negli azzurri la sua vittima preferita...

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NAPOLI MILAN PRECEDENTI SERIE A – Napoli-Milan: una classicissima del nostro calcio. Sono ben 164 i precedenti tra le due squadre, di cui 65 vinti dai rossoneri e 48 dai partenopei. Il Milan è la terza squadra più affrontata dal Napoli dopo Roma e Inter. Di queste sfide, 17 si sono disputate nella competizione nazionale: nel 1972 le compagini si sono contese la coppa con i rossoneri che hanno vinto 2-0. Il Milan non batte i partenopei dal 2014 quando finì 2-0 con i gol di Menez e Bonaventura, mentre per l’ultima vittoria al San Paolo bisogna tornare indietro fino al 2010 quando il club allenato allora da Allegri si impose 2-1 grazie alle reti di Robinho e Ibrahimovic. Inutile il gol di Lavezzi che tentò di riportare il Napoli in partita.

Napoli- Milan, altre curiosità

Insigne è il giocatore dei partenopei che ha segnato più reti contro i rossoneri – sei – ma non batte il portiere del Milan dal 2017 quando il Napoli ha vinto 2-1. Gli azzurri sono invece la vittima preferita di Bonaventura, il quale ha marcato cinque gol in queste partite: l’ultimo è stato nel match di andata che è finito 1-1.

Milan, rimpianto Locatelli: Inter e Juve lo seguono, Mancini lo osserva per Euro 2021

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"Personalmente dico che Tonali e Locatelli sono profili su cui investirei senza pensarci troppo: giovani, di grandissima prospettiva ed entusiasmo". Beppe Bergomi, in un'intervista rilasciata questa mattina a La Gazzetta dello Sport, ha posto nuovamente l'accento sull'ottima stagione di Manuel Locatelli: il prodotto del vivaio del Milan ha trovato la sua dimensione diventando un perno del centrocampo del Sassuolo di De Zerbi. Un rimpianto per il club rossonero, che potrebbe trovarselo presto di fronte come avversario nel 'Derby della Madonnina' con l'Inter o nella sfida contro la Juve. Nerazzurri e bianconeri, infatti, lo osservano e valutano una proposta al club emiliano la prossima estate.

Rimpianto Milan

Un centrocampista tuttofare. In questa stagione, sotto la guida di De Zerbi, Locatelli è finalmente sbocciato. Arrivato in estate per una cifra tra i 13 e 14 milioni di euro dal Milan, in Emilia il classe 1998 è riuscito a trovare la continuità conquistando un posto da titolare. Un rimpianto per i rossoneri, che avrebbero potuto contare sulla sua versatilità e utilizzarlo nelle diverse posizioni del centrocampo prima nel 4-3-3 di Giampaolo e della prima parte della gestione Pioli e poi nel 4-4-2. Il 22enne di Lecco ha dimostrato di saper ricoprire interpretare egregiamente sia la fase di impostazione che di interdizione e si è dimostrato all'altezza per certi palcoscenici.

Gli occhi del mercato (e di Mancini) su Locatelli

Qualità che non sono certamente passate inosservate agli occhi del commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini. Il rinvio di un anno dei Campionati Europei rappresenta un'opportunità che Locatelli potrebbe sfruttare a suo favore convincendo il CT a convocarlo. Se si confermerà nella prossima stagione, non è da escludere che possa far parte della spedizione azzurra a Euro 2021. Intanto Marotta e Paratici studiano da lontano il centrocampista del Sassuolo. Giovane, bravo e già pronto per il grande salto: Locatelli è sulla lista di mercato di Inter e Juventus e continua ad essere monitorato. Un vero e proprio rimpianto per il Milan, che ora vede sbocciare un gioiello della sua 'cantera' senza averlo valorizzato a dovere.

Euro 2020 diventa 2021. Milan, ecco chi sorride: cosa cambia in chiave convocazione per i rossoneri

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L'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha spinto la Uefa ad accogliere la richiesta delle federazioni calcistiche europee e rimandare di un anno i Campionati Europei. Euro 2020 diventa Euro 2021 per permettere ai vari campionati in giro per l'Europa di poter terminare senza dover ricorrere a particolari formule, come quella dei playoff e playout ipotizzata per la Serie A. Il rinvio degli Europei cambia gli scenari per i calciatori, tra cui quelli del Milan, con alcuni che potranno sfruttarli a loro vantaggio per potersi guadagnare una convocazione.

Milan, chi può sfruttare il rinvio

Il ritorno in Europa e una stagione più stabile dal punto di vista della guida tecnica e dei risultati. È quanto si augurano squadra e società in vista della prossima stagione. Il Milan spera di tornare a disputare l'Europa League mentre l'esonero di Giampaolo ha rappresentato un nuovo brusco stop nel tentativo di accorciare il gap con le prime della classifica. Il verificarsi di queste due condizioni potrebbe giovare in chiave Europeo ad alcuni calciatori rossoneri: tra questi ci sono Andrea Conti e Theo Hernandez. Il primo ha vissuto una stagione altalenante mentre il secondo non ha ancora esordito con la nazionale maggiore della Francia e le ottime prove con la maglia del 'Diavolo' potrebbero favore l'inserimento nella selezione di Deschamps. In rampa di lancio anche Alexis Saelemaekers con il Belgio, che ha dimostrato nonostante la giovane età di essersi ambientato subito, e Rafael Leao, anche lui a caccia della prima chiamata con il Portogallo e pronto a confermare le ottime doti tecniche ma in attesa di nuovi test dal punto di vista della tenuta mentale.

Chi cambierà aria e chi rischia

L'ennesima rivoluzione nell'aria dalle parti di Casa Milan per l'estate vedrà l'addio di Calabria e Bonaventura, che con molta probabilità lasceranno il club rossonero, mentre il futuro di Donnarumma resta in bilico con un rinnovo da risolvere in estate, a un anno dalla scadenza del contratto. Nessun dubbio per Romagnoli, che potrà sfruttare la nuova stagione per salire nelle gerarchie del commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini, mentre tra i calciatori in attesa di novità sul futuro c'è anche Ante Rebic, già perno della Croazia ma che dovrà capire le intenzioni del Milan circa il suo riscatto dall'Eintracht Francoforte.